Test SSD WD Blue 3D e SanDisk Ultra 3D

Prova degli SSD SATA WD Blue 3D e SanDisk Ultra 3D con memoria 3D BiCS prodotta da Toshiba. I modelli da 1 TB possono competere a testa alta con l’SSD 850 EVO di Samsung.

SanDisk e Western Digital si sono unite in ritardo ai produttori di SSD che hanno adottato le memorie 3D NAND. Le serie SanDisk Ultra 3D e Western Digital Blue 3D, identiche sotto il profilo dell’hardware e delle specifiche tecniche, colmano il vuoto nell’offerta.

In entrambi i casi abbiamo a che fare con SSD con interfaccia SATA che si rivolgono a mercati distinti: i WD Blue 3D puntano al canale e ai system integrator, mentre i SanDisk Ultra all’utente finale in cerca di un aggiornamento. In realtà poco cambia perché questi SSD si trovano tutti in vendita su Amazon e non solo. I modelli si presentano nel formato classico da 2,5 pollici ma anche in quello M.2 2280 con capacità da 250 GB fino a 2 TB nel caso dell’offerta targata WD Blue.

i nuovi Blue e Ultra 3D non perdono molte prestazioni dopo un’attività di scrittura sostenuta, in modo simile al Samsung 850 EVO. La memoria BiCS, la terza generazione per l’esattezza, a bordo di questi SSD è una TLC ad alte prestazioni e questo permette di mantenere le massime prestazioni sul lungo periodo. Questo fa sì che quando vi troverete a trasferire file di grandi dimensioni le prestazioni non scenderanno drammaticamente.

La combinazione di nuova memoria e controller satura la connessione SATA 6 Gbps AHCI. Questo permette a questi SSD TLC di agire in modo molto simile ai prodotti basati su memoria MLC. Gli SSD NVMe con memoria BiCS incontreranno invece un leggero calo prestazionale perché la connessione PCIe 3.0 x4 aumenta il tetto prestazionale, e questo porta a un calo delle prestazioni dopo lunghi periodi di scrittura.

I modelli ad alta capacità garantiscono un throughput in lettura e scrittura sequenziale fino a 560 / 530 MB/s, mentre il modello da 250 GB scende a 550 / 525 MB/s. Le prestazioni casuali indicate arrivano a 95.000 / 84.000 IOPS in lettura / scrittura per gran parte dei modelli, con quello minore da 250 GB che si ferma a 81.000 IOPS in scrittura.

WD ha scelto un controller Marvell 88SS1074 con quattro canali con correzione d’errore low-density parity check (LDPC). È lo stesso controller che WD usa gli SSD Blue in vendita da tempo. Anche Crucial l’ha usato sugli MX300. Si tratta di un modello che non ci ha mai impressionato, a dire la verità. La memoria BiCS è disponibile solo in versione TLC per gli SSD consumer.
Probabilmente gli SSD provati in questo articolo adottano memoria con una densità di 256 Gbit, ma non ne abbiamo la certezza. Western Digital e SanDisk assicurano 3 anni di garanzia limitata. Il modello da 250 GB ha un rating di resistenza di 100 TBW, che raddoppia a ogni capacità fino a toccare 400 TBW con il modello da 1 TB. Le soluzioni da 2 TB hanno un rating di 500 TBW. Entrambe le proposte sono accompagnate dalla suite software SSD Dashboard, ma non potrete usare la versione SanDisk con gli SSD WD e viceversa. Il software è molto potente ma non è rifinito come altre suite popolari. Offre alcune funzionalità come il monitoraggio delle prestazioni dell’unità in tempo reale che non ritroviamo altrove.

Prestazioni SanDisk Ultra 3D e WD Blue 3D

Avendo a disposizione il modello da 1 TB abbiamo confrontato le proposte di SanDisk e WD con prodotti analoghi di altre aziende; il Crucial MX300, il Corsair Force LE, il Mushkin Reactor, il WD Blue con memoria 2D, il Toshiba OCZ VX500 e ovviamente non poteva mancare il Samsung 850 EVO. C’è pochissima differenza tra gli SSD SATA 6 Gbps. Sorprendentemente il Mushkin Reactor, l’unico modello con memoria MLC, è il più lento. Gli SSD WD e SanDisk guidano con un throughput di 554 MB/s, più o meno raggiungendo il limite dell’interfaccia. I due SSD WD e SanDisk sono molto vicini al Samsung 850 EVO per quanto riguarda le scritture sequenziali. La differenza è così piccola che possiamo trascurarla, ma non è tutto…

Abbiamo scritto l’intera capacità indirizzabile del WD Blue 3D tre volte, e in tutti i test,non abbiamo ravvisato un calo delle prestazioni rispetto al buffer SLC. A differenza della maggior parte dei prodotti TLC, l’SSD può scrivere dati a 128KB con una queue depth (QD) di 1 fino a 460 MB/s senza un calo prestazionale rilevante.

La NAND BiCS garantisce un grande miglioramento rispetto alla vecchia TLC a 15 nanometri, ma ci sono ancora alcuni problemi. Nel grafico potete vedere alcuni picchi di latenza – i punti gialli. Questi picchi li abbiamo registrati anche con la V-NAND TLC di Samsung. I Blue 3D e gli Ultra 3D non superano 10.000 IOPS in questo test. I due SSD sono molto vicini e scalano bene all’aumentare dell’intensità. Tra QD4 e QD8 i due SSD BiCS sorpassano le prestazioni in lettura casuale dell’850 EVO. Quasi tutti i prodotti si comportano allo stesso modo nei test in scrittura casuale a basse QD. I produttori e i progettisti dei controller hanno incrementato le prestazioni in scrittura casuale così tanto che non è un problema per la maggior parte degli utenti. C’è stato un tempo in cui questo era il banco di prova per gli SSD consumer.

Gli SSD leggono e scrivono costantemente piccoli file anche senza interazione da parte dell’utente, quindi le prestazioni con carichi misti hanno la priorità. I produttori di SSD più piccoli non si concentrano sull’ottimizzazione delle prestazioni miste, mentre le aziende più grandi l’hanno resa una pratica standard. I due SSD BiCS garantiscono prestazioni casuali sequenziali e miste molto buone. Le unità non sono sempre le più veloci a ogni variazione di QD, ma sono spesso tra le migliori.

Abbiamo testato il controller a quattro canali Marvell 88SS1074 con NAND planare e 3D NAND Micron a 384 Gbit, ma non ne siamo rimasti impressionati. Il nuovo Blue 3D e l’Ultra 3D emergono dal resto del gruppo come i migliori SSD TLC. Le unità superano persino l’850 Pro da 1 TB nel test in stato di equilibrio sequenziale. E Samsung ha progettato la serie Pro per occuparsi di questo tipo di carico. Le nuove unità di WD e SanDisk non garantiscono la stessa costanza prestazionale che vediamo con la memoria NAND MLC, ma sono decisamente migliori della maggior parte degli SSD NAND planari che abbiamo provato. Non siamo inclini a consigliare queste unità per un RAID 0 ad alte prestazioni; la maggior parte opterà per SSD NVMe più veloci per questo compito.

Il Samsung 850 EVO è arrivato sul mercato tre anni fa. È stato uno dei primi SSD TLC e, nonostante gli sforzi degli altri produttori, ha conservato la leadership fino a oggi nel mercato mainstream.
Samsung non solo ha offerto un prodotto dalle prestazioni convincenti, ma ha anche lavorato costantemente sui prezzi, offrendo listini sempre competitivi rispetto alla concorrenza. Questo ha messo alla corda gran parte dei produttori di SSD.

I nuovi WD Blue 3D e SanDisk Ultra 3D sono i primi prodotti in grado d’intaccare il dominio dell’850 EVO. Le nuove unità non sono veloci come gli EVO, ma sono molto vicine. Un aggiornamento firmware potrebbe migliorare le prestazioni. Non abbiamo provato le altre capacità, ma per ora possiamo dire che i modelli da 1 TB ci hanno convinto con prestazioni sequenziali e casuali che si mantengono alte, anche in stato di equilibrio.

FONTE: tomshw.it

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